Frankenstein

 

Immagine“…Dopo giorni e notti di lavoro e fatica inimmaginabili, riuscii a scoprire la causa della generazione e della vita¸no, di più, io stesso diventai capace di dare vita alla materia inanimata.”

 Frankenstein, scritto Mary Shelley nel lontano 1818, è in realtà uno dei libri più attuali che mi siano passati per le mani e affronta un’ infinita gamma di argomenti diversi. Di solito viene data molta importanza a quello che riguarda la “creazione del mostro”, a come Frankenstein cerchi in ogni modo di infondere la vita alla materia inanimata e giochi a fare Dio, ponendosi si qualche interrogativo di tipo morale, ma lasciandosi infine travolgere dal desiderio di dar vita ad una razza ( che lui vorrebbe perfetta) che lo idolatri come suo creatore; ma, se mi dovessero chiedere di cosa parla questo libro, sicuramente risponderei che parla del “Desiderio di normalità”.

Solitamente i protagonisti dei romanzi, delle opere teatrali, dei poemi, non si trovano mai a proprio agio nella realtà in cui sono inseriti, cercano sempre di evadere in qualche modo da quella che è la società, perché non ne condividono i valori e le regole… In Frankenstein questo desiderio di evasione non c’è, la Creatura è un “diverso”, è già di per se un “outsider”, e,  come tale è rifiutato da tutti, non appartiene a nessun gruppo esistente e questo lo porta a odiare la sua condizione e desiderare ciò che viene considerato “normale”.

La Creatura di Frankenstein porta all’esasperazione un desiderio che in realtà è in ognuno di noi; tutti, in una certa forma e misura cercano l’approvazione degli altri, tutti si sentono appagati se soddisfano le aspettative che gli altri hanno su di lui, tutti vogliono si essere speciali e unici, ma allo stesso tempo cercano di appartenere a qualcosa, vogliono rispecchiarsi in qualcosa, vogliono la semplice, stabile tranquillità di una vita “normale”; tutti vogliono quello che vuole il Mostro, anche se solo pochi hanno il coraggio di ammetterlo.

 

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 “ La vita e la morte mi sembravano dei confini ideali, dove io, per primo, dovevo aprire un varco perché un torrente di luce si riversasse sul nostro buio mondo. Una nuova specie mi avrebbe benedetto come suo creatore e sorgente di vita, molte ed eccellenti creature mi sarebbero state debitrici della loro esistenza. Nessun padre avrebbe potuto aspettarsi dal proprio figlio una gratitudine così totale come quella che io avrei meditato da loro.”

“ Fu in una tetra notte di novembre che vidi il compimento delle mie fatiche. Con un’ ansia sconfinante nell’angoscia, raccolsi attorno a me gli strumenti della vita, per infondere una scintilla di vita nella cosa inanimata che giaceva ai miei piedi. Era già l’una del mattino; la pioggia tamburellava con un suono cupo sui vetri e la mia candela era quasi consumata, quando, in quella luce tremula e agonizzante, vidi aprirsi gli occhi smorti e gialli della creatura: respirò a fatica, e un moto convulso le agitò le membra.”

“..Maledetto sia il giorno, aborrito demonio, in cui per la prima volta vedesti la luce! Maledette le mani ( anche se così maledico me stesso) che ti hanno formato! Tu mi hai precipitato in un’ infelicità così spaventosa che non ci sono parole per descriverla. Non mi hai lasciato nessuna possibilità di giudicare se sono giusto verso di te o no. Sparisci! Liberami dalla vista della tua odiata forma. -Così te ne libero, mio creatore,- disse, e mi mise sugli occhi quelle sue mani odiose, che scacciai con violenza. – Così ti tolgo una vista  che aborrisci. Ma puoi sempre ascoltarmi e concedermi la tua compassione. Per le virtù che possedevo un tempo, questo io ti chiedo. Ascolta la mia storia.”

 

Immagine“ Come Adamo, io non ero unito apparentemente da alcun legame a nessun altro essere esistente; ma sotto ogni altro aspetto il suo stato era completamente diverso dal mio. Egli era uscito dalle mani di Dio come una creatura perfetta, felice e fiorente, protetta dalla speciale attenzione del suo creatore; a lui era concesso di frequentare esseri di natura superiore e da loro attingere conoscenza, mentre io ero disgraziato, derelitto e solo. Molte volte ho considerato Satana l’emblema più appropriato della mia condizione; perché spesso, come lui, quando osservavo la beatitudine dei miei protettori, montava dentro di me l’amaro fiele dell’invidia.”

“ Io non potrò mai trovare comprensione. La prima volta che la cercai, erano l’amore e la virtù, i sentimenti di felicità e d’affetto di cui traboccava tutto il mio essere, che desideravo dividere con qualcuno. Ma ora che la virtù per me è diventata un’ombra, e che la felicità e l’affetto si sono trasformati in un amaro, nauseante sconforto, come potrei chiedere comprensione e partecipazione ?”

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“ Ma è vero che sono un disgraziato. Ho ucciso creature incantevoli e indifese; ho strangolato innocenti nel sonno, stringendo in una morsa letale la gola di chi non aveva mai fatto del male né a me né a nessun altro essere vivente. Ho votato all’infelicità del mio creatore….l’ho perseguitato fino alla rovina da cui non c’è ritorno. Ed eccolo che qui giace, bianco e freddo nella morte.”

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“ Ma presto, io morirò, e ciò che sento ora non si farà più sentire. Presto queste pene brucianti saranno spente. Salirò trionfalmente sul mio rogo funebre ed esulterò nell’agonia delle fiamme torturatrici. La luce di quella conflagrazione svanirà; il vento spargerà le mie ceneri sul mare. Il mio spirito riposerà in pace.”

6 thoughts on “Frankenstein

  1. liù ha detto:

    Vedo che hai una passione per i classici !
    Mi piacerebbe leggere “Cime tempestose” Chissà se in libreria lo trovo!
    Ciao a presto♣
    liù

    • merenwen22hbk ha detto:

      si diciamo che ho iniziato con quelli ma sono aperta a tutti i generi! Cime tempestose l’ho letto in inglese, è molto bello, non so se la traduzione lo renda bene, comunque te lo consiglio! Ciao ciao !

  2. luna ha detto:

    Bello!!!
    Luna

  3. Madonna Eloisa ha detto:

    Ogni “mostro” dell’horror ottocentesco ha un suo senso di drammaticità e di alterità. Raccontano sempre una parte dell’uomo che vogliamo nascondere e che dobbiamo, per dovere e per piacere, saper reprimere. Credo poi che in quel periodo tutti questi vampiri, creature, licantropi e fantasmi, vogliano dire ai loro lettori molto di più di quello che raccontino a noi.

    • merenwen22 ha detto:

      Condivido in pieno. Il mostro non è nulla più che una manifestazione diun sentimento o un desiderio represso da troppo tempo. Grazie del commento, passerò a visitare il tuo blog, a presto.
      Sara

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